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I DOSSI ARTIFICIALI? UN PERICOLO E UN AUTOGOL

18.08.2008

“Imprudente collocare simili ostacoli su strade di normale viabilità”

“I dossi dissuasori di velocità? Un autogol e un pericolo per l’incolumità degli utenti della strada”.

Ne è convinto Ruggero Campi, presidente dell’Automobile club di Perugia. “I dossi artificiali – spiega Campi - sono un pericolo per tutti e in particolar modo per gli utenti più deboli della strada. Alla ragione si giunge anche con l’esagerazione ed è per questo che sicuramente prudenti e imprudenti alla fine, dopo vari passaggi sul dosso, concorderanno nel ritenere imprudente collocare simili ostacoli su strade di normale viabilità: i prudenti perché pur andando piano, anche loro hanno subito il sobbalzo, gli imprudenti perché comunque un sobbalzo in più non crea maggior prudenza e, dunque, pazienza, grandi pericolosissime staccate (ma non siamo all’Autodromo dell’Umbria) e poi via, più veloci di prima. Per non parlare di chi si muove sulle due ruote, a motore o a pedali: i dossi artificiali rappresentano un vero attentato alla loro sicurezza”. “Qualcuno – prosegue il presidente dell’Ac di Perugia -, ne sono certo, che come me ha consultato il codice della strada nonché il suo regolamento di attuazione, ha già osservato: i dossi sono adeguatamente presegnalati. Ma la presegnalazione può sostituire la necessaria integrità della strada a scapito non tanto del confort quanto proprio di quella ambizione che è la tutela della sicurezza stradale? Credo proprio di no. E questo è il senso dell’autogol. Sensazione che viene poi amplificata se si è avuto modo di fare il ‘cicloturista’: parecchie bellissime strade (mi viene in mente quella che da Ponte san Giovanni conduce a Torgiano passando per Miralduolo, ma ve ne sono altre disseminate) sono piene di sicurezza stradale approssimativa (autogol appunto) ove il ‘tenutario della strada’ si è preso la responsabilità di tracciare solchi che le auto attraversano a 100 chilometri all’ora (subendo un sordo ‘tum, tum’, alla fine quasi piacevole), i ciclisti a 20 chilometri orari i più, a 35/40 quelli più allenati, rischiando periodicamente la propria incolumità”.
“Ma allora – è la conclusione di Ruggero Campi - qualcosa che non funziona c’è: forse scelte troppo affrettate rispetto a isolate lamentele del tipo: qui non si vive più? È il caso di parlarne perché a volte per apprezzare le critiche del singolo si calpestano i diritti di tutti. Non dico che la soluzione stia nel mezzo, assolutamente, solo che le soluzioni andrebbero meglio analizzate anche perché, sempre per rispondere a chi già ci ha pensato, le critiche di tutti possono far trascurare anche i diritti del singolo. In ultimo: se qualcuno continua a dire che i dossi artificiali sono adeguatamente segnalati, perché non iniziamo a segnalare anche le buche? Se si arrivasse a questo, già sarebbe un ottimo risultato”.