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INCIDENTI STRADALI, IN UMBRIA DIMINUISCONO MA I MORTI SONO ANCORA TROPPI

02.12.2008

Perugia, 2 dic (Avi News) – Incidenti stradali in Umbria: nel 2008 c’è stata una significativa diminuzione dei sinistri, ma è ancora lontanissimo l’obiettivo, promosso dall’Unione europea e in Italia dall’Aci, del loro dimezzamento entro il 2010. È quanto emerso dalla consueta analisi dell’Automobile club di Perugia che ogni anno fornisce i dati sugli incidenti stradali nella regione. “Nel 2008 – ha spiegato il presidente dell’Automobile club di Perugia, Ruggero Campi durante la presentazione dei dati stilati di Aci Istat – in Umbria sono stati rilevati 3312 incidenti stradali, che hanno causato il decesso di 82 persone e il ferimento di altre 4694. Incidenti diminuiti del 7,3 per cento, rispetto al 2007, con una percentuale di mortalità del meno 10,87 per cento. Risultati importanti, certo, ma ancora c’è troppo da fare per la sicurezza sulle nostre strade”. In base alle rilevazioni dell’Aci, tra le regioni più “incidentose”, in rapporto al parco circolante, l’Umbria si attesta al decimo posto, mentre è ottava in rapporto alla popolazione e undicesima in relazione al tasso di mortalità, con le strade della provincia di Perugia che battono quelle di Terni in merito alla pericolosità: 2327 incidenti con 67 morti per il capoluogo a fronte di 987 sinistri e 15 decessi del ternano.

“Riguardo la provincia di Perugia – ha sottolineato Campi -, comunque, si rileva una diminuzione degli incidenti del 9,42 per cento, dei decessi del 4,28 per cento e dei feriti del 10,02 per cento”. Strade più pericolose si confermano quelle urbane, dove si sono verificati 1217 incidenti, più della metà del totale, e dove sono morte ben 19 persone (“dati terrificanti – li ha definiti Campi – se si pensa che le strade urbane sono percorse dagli utenti cosiddetti deboli”), anche se è sulle arterie provinciali, regionali o statali fuori dall’abitato che si è registrato il maggior numero di decessi: 33 su un totale di 630 sinistri.

Analizzati dall’Aci anche i giorni della settimana e gli orari più a rischio. Nel perugino, sono il venerdì (con 367 incidenti stradali) e il sabato (362) i giorni in cui avviene la maggior parte dei sinistri, con la fascia oraria 14-17 che è la più a rischio. Riguardo i morti sulle strade, Perugia si allinea alle tristi statistiche sulle stragi del sabato: è infatti il prefestivo, con 15 decessi e 540 feriti in un anno, a segnare il punto sugli altri giorni della settimana, anche se non tutti in orario notturno. Nel totale, infatti, quasi un quarto dei decessi avviene di notte (il 24%) e, tra questi, più del 62 per cento è ricompreso nella classe di età tra i 30 e i 54 anni.

Tra le cause principali degli incidenti, il triste primato spetta anche per il 2008 all’alta velocità: in Umbria, in media, ha causato il 21,54 per cento dei sinistri, il 24,83 nel perugino, con 26 incidenti mortali nel territorio regionale (23 solo a Perugia). Al secondo posto, la guida distratta (“Troppo rilevante – ha sottolineato il presidente Campi – l’utilizzo sconsiderato del cellulare al volante”) che ha causato 656 incidenti in Umbria, di cui 17 mortali (436 a Perugia con 11 decessi). A seguire, il non rispetto della segnaletica, della distanza di sicurezza e il guidare contromano. La guida in stato di alterazione psicofisica, dovuta ad alcol o droghe, ha causato in Umbria 145 incidenti e portato a 8 morti, di cui, rispettivamente 107 e 7 a Perugia. Tra le vittime, nel perugino, il 76 per cento dei decessi (51) e il 71 per cento dei feriti (2357) riguarda i conducenti dei veicoli, con i pedoni che costituiscono il 6 per cento (199) dei feriti ma il 12 per cento (8) dei morti.

“Tutti dati – ha continuato il presidente dell’Automobile club di Perugia – che fanno intuire quanto resti grave la situazione sulle nostre strade, dal punto di vista degli incidenti e anche dei costi sociali che restano troppo alti. Siamo costantemente in contatto con le forze di polizia, ma chiediamo che anche le istituzioni facciano la loro parte, perché solo un lavoro di squadra può contribuire a far ridurre i sinistri, a partire dalla manutenzione delle strade che purtroppo in Umbria resta carente. Non ci stancheremo mai di dire come nella nostra regione, tra strade urbane (penso magari a via Settevalli a Perugia) ed extraurbane (E45 su tutte) ci siano ancora troppe ‘strade della vergogna’, tra buche e manto stradale pericoloso”.

Alla presentazione dei dati, insieme al comandante della compagnia dei carabinieri di Perugia, Giovanni Cuccurullo, hanno partecipato anche il comandante della polizia municipale di Perugia, Nicoletta Caponi, e il colonnello Paolo Di Quattro, comandante provinciale della polizia stradale di Perugia, che hanno ribadito come sia l’elemento umano quello più rilevante tra le cause degli incidenti. “In base, inoltre – ha detto Di Quattro -, alle nostre rilevazioni è proprio il tratto perugino della E45 il più ‘falcidiato’, con le aree vicine ai centri commerciali che diventano il teatro del maggior numero di incidenti”. “In città – ha sottolineato Caponi -, le strade più pericolose sono la Pievaiola e via Settevalli, a causa dei maggiori flussi di traffico. Certo, abbiamo avuto delle diminuzioni degli incidenti e proseguiremo con i controlli, che agiscono come un buon deterrente. Ma è necessario lavorare sui giovani, attraverso l’educazione stradale”. “È proprio pensando a questo – ha concluso Ruggero Campi – che come Aci promuoviamo corsi di guida sicura per gli studenti neopatentati, perché i giovani capiscano l’importanza dell’educazione alla guida e ci aiutino a ribaltare la statistica per cui è più facile morire sulle strade che vincere al superenalotto”.

Egle Priolo