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REDDITOMETRO: AUTOMOBILISTI VESSATI? L’ACI DI PERUGIA MEDIA

30.10.2008

Il presidente Ruggero Campi ha incontrato il direttore dell’Agenzia delle Entrate.

“Che i metodi induttivi e gli strumenti presuntivi per determinare il reddito dei contribuenti e scovare eventuali evasori non nuocciano ai proprietari di automobili”. Con questa esortazione il presidente dell’Automobile club di Perugia, Ruggero Campi, e il presidente del Circolo auto e moto d’epoca, Leonardo Vicarelli, hanno chiesto un confronto con il direttore regionale dell’Agenzia delle entrate, Carlo Palumbo, in merito alle verifiche fiscali realizzate in base al cosiddetto “redditometro”. Uno strumento, il redditometro, attraverso il quale l’amministrazione finanziaria accerta sinteticamente il reddito fondatamente attribuibile al contribuente, sulla base della disponibilità di una serie di beni indicativi di capacità contributiva, come autoveicoli, residenze principali e secondarie, assicurazioni o aeromobili.
“Come presidente del sindacato degli automobilisti – ha spiegato Ruggero Campi – e considerando le facilitazioni e le agevolazioni finanziarie che in questi anni hanno consentito a molti di acquistare auto nuove e anche di grossa cilindrata, mi sono preoccupato che per tanti questo potesse indurre il fisco a presumere, appunto attraverso il redditometro, una capacità contributiva più elevata di quella reale, con conseguente attivazione di avvisi di accertamento fiscale nei confronti dei possessori di auto, soprattutto se con cavalli fiscali superiori a 21, come previsto dalla normativa. La recente manovra estiva, varata dal governo Berlusconi, denota una concentrazione di fondi per l’attivazione di verifiche basate sul ricorso a questo strumento di accertamento sintetico, che però potrebbe fallire il suo scopo, e cioè la scoperta di evasori fiscali, nel caso in cui automaticamente attivasse accertamenti solo in base al possesso di certe automobili, vessando quindi magari incolpevoli proprietari di autoveicoli. Un problema sollevato anche dal Camep e che riguarda, per lo stesso motivo, collezionisti di auto d’epoca che magari per il solo fatto di possedere, come da facili verifiche attuate attraverso il Pubblico registro automobilistico, più di una vettura potrebbero essere soggetti a complicati e lunghi accertamenti”.
“Ma nel nostro incontro con il direttore Palumbo – dichiara il presidente dell’Aci di Perugia -, dettato dalla volontà di rappresentare e far comprendere le necessità degli automobilisti, abbiamo trovato un’amministrazione finanziaria attenta e disponibile, disposta ad esaminare queste problematiche con elasticità, soprattutto rispetto a situazioni che possono essere spiegate con chiarezza prima di un eventuale avviso di accertamento. Siamo quindi stati rassicurati del fatto che la politica dell’Agenzia non è quella di colpire indiscriminatamente i possessori di certe auto, neanche fossero di lusso, ma di verificare, come dovuto, situazioni poco chiare dal punto di vista contributivo. “I proprietari di veicoli di grossa cilindrata, così come i collezionisti – ha infatti confermato lo stesso direttore dell’Agenzia delle entrate, Carlo Palumbo -, possono quindi stare tranquilli: eventuali rettifiche della loro posizione reddituale saranno sempre la conseguenza di una valutazione complessiva della loro capacità di spesa e troveranno, nel contraddittorio con l'amministrazione finanziaria, sempre il modo di far valere le loro ragioni”.